Negli ultimi anni il riacquisto di azioni proprie da parte delle società di capitali ha assunto una crescente rilevanza, soprattutto per le sue implicazioni fiscali. L’evoluzione normativa e giurisprudenziale ha portato a un significativo cambiamento di prospettiva, in particolare a seguito della riforma del diritto contabile entrata in vigore nel 2013 e delle più recenti decisioni del Tribunale federale. Dal punto di vista contabile, le azioni proprie non sono più considerate attivi patrimoniali, bensì una riduzione del capitale proprio, riflettendo in modo più fedele la realtà economica dell’operazione.
Questo mutamento ha avuto effetti rilevanti sul piano fiscale. In passato, la cessione di azioni proprie poteva generare utili imponibili o essere assimilata a una liquidazione parziale. L’attuale orientamento giurisprudenziale esclude invece che tali operazioni producano, di per sé, un utile imponibile per la società, poiché non vi è un effettivo incremento patrimoniale. Di conseguenza, eventuali differenze tra prezzo di vendita e costo di acquisto delle azioni proprie devono essere contabilizzate nel capitale proprio e non nel conto economico, con possibili rettifiche fiscali.
Anche il trattamento dell’azionista varia in funzione della sua posizione e della natura dell’operazione. In determinati casi, il corrispettivo percepito può essere qualificato come distribuzione, con conseguenze diverse a seconda che l’azionista sia una persona fisica o una società. Restano invece sostanzialmente invariati il regime dell’imposta preventiva e delle imposte di bollo.
Nel complesso, il nuovo approccio rafforza il principio dell’autorevolezza del bilancio commerciale ai fini fiscali e mira a una maggiore coerenza sistematica, pur lasciando aperti alcuni aspetti applicativi, soprattutto in relazione ai piani di partecipazione dei collaboratori.
PM Group è a vostra disposizione per valutare i singoli casi e fornire consulenza sul tema in oggetto.
KFB Fiduciaria SA
